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Riflessioni sulla potenza militare dell'Iran

Finalmente anche i “mainstream media” americani, come la CNN, cominciano a descrivere gli enormi danni, da decine di miliardi di dollari, che gli iraniani hanno inflitto alle basi americane nel golfo Persico sin dai primi giorni di guerra, tanto da rendere la maggior parte di tali basi inabitabili e da costringere i militari a spostarsi nei vari hotel della zona.

Quello che è interessante è che questo risultato è stato ottenuto dagli Iraniani utilizzando tecnologia militare sviluppata da loro, basata su droni a basso costo e missili ipersonici e, probabilmente, sfruttando i servizi di intelligence cinesi e russi, che gli hanno permesso di localizzare con precisione gli obiettivi da colpire.

Se si considera che la spesa militare Iraniana, secondo l’affidabile sito globalfirepower.com, è di 9 miliardi di dollari annui contro gli 831 degli USA o i 35 di Israele (l’Italia spende 37 miliardi di dollari), il risultato è veramente strabiliante, in qualche modo confrontabile a quello ottenuto con la strategia di guerra dei nord-vietnamiti che hanno umiliato gli Stati Uniti negli anni ‘70 e che è stata ben descritta nell’interessante libro del generale Giap “Masse Armate ed Esercito Regolare”.

Gli iraniani hanno anche dimostrato di poter colpire come e quando vogliono tutti i paesi del golfo, non solo le basi americane nel loro territorio, nonostante l’enormità di risorse che questi paesi dedicano al settore militare: la sola Arabia Saudita è all’ottavo posto nel mondo per spese militari, con 64 miliardi di dollari (7 volte di più degli iraniani), eppure si è dimostrata assolutamente incapace di difendersi dagli attacchi iraniani.

Per me le lezioni interessanti sono almeno due:

  • nella guerra per difendere l’esistenza stessa del proprio Paese è assai più importante la volontà, la determinazione, la capacità e l’intelligenza che la quantità di risorse impiegate;
  • le enormi spese militari, come quelle dell’Arabia Saudita, basate sull’acquisto di costosissime tecnologie americane, hanno lo scopo non di difendere il Paese, ma di fare l’interesse del complesso militare-industriale americano. È esattamente lo stesso scopo del riarmo deciso dall’Unione Europea, non serve a difenderci da minacce inesistenti, ma è necessario per fare contento il nostro padrone americano, foraggiando il suo complesso militare-industriale che è quello che ha finanziato Trump e che si è comprato l’intero Congresso americano.
Valerio Di Giampietro
Autore
Valerio Di Giampietro
Sono un Ingegnere che si occupa di tecnologie dell`informazione con passione, mi piace l’Open Source ed in politica mi impegno per una maggiore Giustizia Sociale